giovedì 22 febbraio 2007
oggi ricomincia ufficialmente la mia attività bloggistica, sono stato un pò impegnato non molto bene fisicamente, lo sanno bene i miei amici americani.
ho dato un'occhiata alla nostra nuova amica di Chieti.
domani vi racconto una storia su Chieti.
Forse.... meglio di no!
a presto con altre foto.
intanto leggetevi questa e gradirei un commento:
Eccolo! Viene danzando sui cirri bianchi, forieri di bel tempo.
Guarda..! Salta, ride, suona il suo ….. non saprei dire cosa è.
Non comprendo, ma, forse, nessuno può farlo.
D’improvviso l’orizzonte si chiude come venisse meno e sento… e sento…
oh, se solo sentiste anche voi.
Anche voi, che piangete una vita non vissuta, voi, che ridete per un figlio appena nato e voi, indifferenti oltre il vostro ombelico.
Magicamente, dolcemente, soavemente, come un pianoforte che scivola sulla schiuma dell’onda e suona musiche di altri luoghi, altri mondi: si apre!
Si apre il sipario dell’orizzonte!!!
E lui è lì, estatico che guarda il capolavoro.
Sette colori che si compenetrano, che sembrano facciano l’amore in un tripudio di gioia.
Quanto a me, non rimane che aprire la bocca, afona ormai di ebbrezza ed unirmi a quell’amore.
Al tramonto, i colori dopo un orgasmo si dissolvono e nasce la notte.
Lui parte verso quell’orizzonte; lo chiamo, non sente, dispare ed in quel punto, ove l’occhio indugia, attaccata a quel grande sipario scuro nasce lei: la prima stella.
Da milioni di anni, lei, nasce così, da un coito estatico, ed una volta lassù piange di gioia per la vita ritrovata e da quelle lacrime, miracolosamente, prendono vita loro: sue sorelle splendenti che le fanno da corona come tante pietre preziose in testa ad una regina.
Stella, polare.
ho dato un'occhiata alla nostra nuova amica di Chieti.
domani vi racconto una storia su Chieti.
Forse.... meglio di no!
a presto con altre foto.
intanto leggetevi questa e gradirei un commento:
Eccolo! Viene danzando sui cirri bianchi, forieri di bel tempo.
Guarda..! Salta, ride, suona il suo ….. non saprei dire cosa è.
Non comprendo, ma, forse, nessuno può farlo.
D’improvviso l’orizzonte si chiude come venisse meno e sento… e sento…
oh, se solo sentiste anche voi.
Anche voi, che piangete una vita non vissuta, voi, che ridete per un figlio appena nato e voi, indifferenti oltre il vostro ombelico.
Magicamente, dolcemente, soavemente, come un pianoforte che scivola sulla schiuma dell’onda e suona musiche di altri luoghi, altri mondi: si apre!
Si apre il sipario dell’orizzonte!!!
E lui è lì, estatico che guarda il capolavoro.
Sette colori che si compenetrano, che sembrano facciano l’amore in un tripudio di gioia.
Quanto a me, non rimane che aprire la bocca, afona ormai di ebbrezza ed unirmi a quell’amore.
Al tramonto, i colori dopo un orgasmo si dissolvono e nasce la notte.
Lui parte verso quell’orizzonte; lo chiamo, non sente, dispare ed in quel punto, ove l’occhio indugia, attaccata a quel grande sipario scuro nasce lei: la prima stella.
Da milioni di anni, lei, nasce così, da un coito estatico, ed una volta lassù piange di gioia per la vita ritrovata e da quelle lacrime, miracolosamente, prendono vita loro: sue sorelle splendenti che le fanno da corona come tante pietre preziose in testa ad una regina.
Stella, polare.
oggi ricomincia ufficialmente la mia attività bloggistica, sono stato un pò impegnato non molto bene fisicamente, lo sanno bene i miei amici americani.
ho dato un'occhiata alla nostra nuova amica di Chieti.
domani vi racconto una storia su Chieti.
Forse.... meglio di no!
a presto con altre foto.
intanto leggetevi questa e gradirei un commento:
Eccolo! Viene danzando sui cirri bianchi, forieri di bel tempo.
Guarda..! Salta, ride, suona il suo ….. non saprei dire cosa è.
Non comprendo, ma, forse, nessuno può farlo.
D’improvviso l’orizzonte si chiude come venisse meno e sento… e sento…
oh, se solo sentiste anche voi.
Anche voi, che piangete una vita non vissuta, voi, che ridete per un figlio appena nato e voi, indifferenti oltre il vostro ombelico.
Magicamente, dolcemente, soavemente, come un pianoforte che scivola sulla schiuma dell’onda e suona musiche di altri luoghi, altri mondi: si apre!
Si apre il sipario dell’orizzonte!!!
E lui è lì, estatico che guarda il capolavoro.
Sette colori che si compenetrano, che sembrano facciano l’amore in un tripudio di gioia.
Quanto a me, non rimane che aprire la bocca, afona ormai di ebbrezza ed unirmi a quell’amore.
Al tramonto, i colori dopo un orgasmo si dissolvono e nasce la notte.
Lui parte verso quell’orizzonte; lo chiamo, non sente, dispare ed in quel punto, ove l’occhio indugia, attaccata a quel grande sipario scuro nasce lei: la prima stella.
Da milioni di anni, lei, nasce così, da un coito estatico, ed una volta lassù piange di gioia per la vita ritrovata e da quelle lacrime, miracolosamente, prendono vita loro: sue sorelle splendenti che le fanno da corona come tante pietre preziose in testa ad una regina.
Stella, polare.
ho dato un'occhiata alla nostra nuova amica di Chieti.
domani vi racconto una storia su Chieti.
Forse.... meglio di no!
a presto con altre foto.
intanto leggetevi questa e gradirei un commento:
Eccolo! Viene danzando sui cirri bianchi, forieri di bel tempo.
Guarda..! Salta, ride, suona il suo ….. non saprei dire cosa è.
Non comprendo, ma, forse, nessuno può farlo.
D’improvviso l’orizzonte si chiude come venisse meno e sento… e sento…
oh, se solo sentiste anche voi.
Anche voi, che piangete una vita non vissuta, voi, che ridete per un figlio appena nato e voi, indifferenti oltre il vostro ombelico.
Magicamente, dolcemente, soavemente, come un pianoforte che scivola sulla schiuma dell’onda e suona musiche di altri luoghi, altri mondi: si apre!
Si apre il sipario dell’orizzonte!!!
E lui è lì, estatico che guarda il capolavoro.
Sette colori che si compenetrano, che sembrano facciano l’amore in un tripudio di gioia.
Quanto a me, non rimane che aprire la bocca, afona ormai di ebbrezza ed unirmi a quell’amore.
Al tramonto, i colori dopo un orgasmo si dissolvono e nasce la notte.
Lui parte verso quell’orizzonte; lo chiamo, non sente, dispare ed in quel punto, ove l’occhio indugia, attaccata a quel grande sipario scuro nasce lei: la prima stella.
Da milioni di anni, lei, nasce così, da un coito estatico, ed una volta lassù piange di gioia per la vita ritrovata e da quelle lacrime, miracolosamente, prendono vita loro: sue sorelle splendenti che le fanno da corona come tante pietre preziose in testa ad una regina.
Stella, polare.
venerdì 8 dicembre 2006

oggi, giorno della solennità della Immacolata concezione di Maria vi mostro uno dei miei hobbies, cioè il lavoro su legno.
prendendo una tavola, levigandola con gli opportuni strumenti, ci si disegna sopra con il pirografo. terminato il disegno viene passata la cera e dopo tre o quattro ore, spalmata bene con un panno di cotone ed ecco un esempio di ciò che si può ottenere.
auguri a tutte coloro che si chiamano Maria ed in generale a tutte le donne che leggeranno il blog.
mercoledì 6 dicembre 2006

anche se sfocata questa è la mia parte "più vecchia". tra due fratelli la storia della vita affonda radici in tempi lontani e in avvenimenti che solo loro conoscono. quello è il luogo dove nessuno potrà mai entrare e dove c'è la chiave dell'unione e della complicità.
ogni relazione ha una chiave di volta e questa foto è di un tempo "di volta". per questo posso dirmi onorato di avere un soggetto così accanto...
e chi l'avrebbe detto? mi ricordo il giorno in cui Daniele si tagliò i capelli fu indimenticabile. la gente lo scambiava per me ed io mi sarei attaccato volentieri quella matassa bionda che ormai non gli apparteneva più... INGIUSTIZIE DELLA VITA!
martedì 5 dicembre 2006

ecco la parte fichissima della mia famiglia. ma... che cavolo de occhiali che m'hanno dato: me paro l'cieco de sorrento.
domenica mio fratello e mio cugino sono venuti a trovarmi ed è stata una giornata proprio bella. come si vede la parte anomala della famiglia sta in bella evidenza al centro della foto a cui fa da sfondo il chiostro del nostro miticissimo convento. e... insieme a loro guardate chi casualmente si trovava nei paraggi! è proprio vero, che la nostra vita senza le sorelle non sarebbe la stessa.
beh... come diceva la pecora prima de esse magnata, ora ci salutiamo perchè il dovere mi attende e cioè la cucina. stasera i cari fratelli frati e i fratelli poveri faranno salti di gioia. bye. luca
lunedì 4 dicembre 2006
martedì 28 novembre 2006

PRENDETEVI UN PO' DI TEMPO E LEGGETE QUESTA FAVOLETTA oggi vi racconto una storia che per chi conosce un pò le cronache di Narnia potrà trovare poco originale (almeno in parte), ma io la scrivo lo stesso.è la storia dell'usignolo e del leone.
Un giorno, quando al posto del tutto, c'era il nulla, il leone, colui il quale non conosce tempo stava pensando tra se:" In effetti qui non succede mai nulla... e poi ho in mente tante e tante cose belle...." Detto: fatto. ecco che direttamente il suo pensiero diventa azione e decide di Creare. Nel nulla perciò si alzò un sibilo e poi sempre più forte, più forte fino a quando questo non si trasformò in canto. E in quel mentre si udì una voce bellissima come mai se ne sentì altra nel paese che andremo a visitare. In un attimo venne ad essere la luce, e in quello sfolgorare il leone creò i cieli e le terre, tutti i mondi, le acque, le piante, gli animali.... insomma in un attimo ciò che era il nulla diventò il tutto. Tuttavia il nulla non fu distrutto, ma una piccola parte di ciò che diventò universo fu lasciata libera per far posto al nulla. Tutto era meraviglioso. Quando tutto fu creato, il leone soffiò forte su tutto ciò che era nato e ogni cellula prese vita. Ci fugrande festa in quel momento e tutti erano felici. L'unico animale che non riuscita a darsi pace era l'usignolo. Il Leone lo vide così afflitto e gli domandò:"Ciao fratello mio, perchè sei triste? Oggi il mondo è stato creato e noi dobbiamo essere felici e fare festa!" L'usignolo affranto rispose al grande animale: "Vedi, io sono rimasto affascinato dal tuo canto, vorrei essere capace anche io di rendere felice il mondo con questo dono, di far sognare tutto il creato con quelle note: ma non so farlo". Il leone mosso a pietà decise di insegnare all'usignolo a cantare. Il mammifero ricominciò il canto e dalla sua bocca uscivano tante piccole palline, di vario colore e dimensione. Il Re disse all'usignolo: "Prendi le palline, quando le avrai prese tutte imparerai a cantare". L'uccellino mosso da grande gioia cominciò ad affannarsi per non farne cadere neanche una. La cosa strabiliante era che se anche le palline cadevano per terra, lì dove si poggiavano nasceva un fiore: una nuova vita sbocciava. Tuttavia la piccola creaturasi accorse ben presto che le sue piccole alucce non riuscivano a trattenere le palline e tornò ad essere estremamente triste. Il leone lo vide e rimase colpito e domandò: "Perchè amico mio sei ancora triste? non ti ho forse insegnato a cantare?" Rispose l'usignolo:" Mio Signore non riesco a trattenere le note....!"Il leone allora trovò subito il modo per risolvere il problema. Chiese in prestito ad una piccola pianta cinque ramoscelli e con un colpo di magia li sistemò paralleli tra di loro, proprio come una grata. Poi disse all'usignolo: "ora caro mio, io continuerò a cantare. Tu non devi fare altro che poggiarti i bastoncini sulle alucce aperte e catturare le palline". Così l'uccellino fece e vide che ogni pallina cadeva, come per magia, in un punto diverso della piccola grata. Quando ebbe raccolto tutte le palline dal suo beccuccio, si alzò, magicamente, il più bel canto che un uccello abbia mai fatto. Da quel momento tutti gli animali avrebbero parlato di quel canto strepitoso. Sul quella terra, da quel momento, le piccole palline vennero chiamate note e i cinque bastoncini pentagramma e tutti coloro che avessero voluto imparare a cantare avrebbero poi preso l'abitudine di portarsi dietro queste cose per non far cadere nemmeno una nota cantata dal grande leone.
Iscriviti a:
Post (Atom)
