martedì 1 maggio 2007
Un uomo, carcassa di una persona buttata via in una panca
in un incrocio di strade della nostra vita:
c’è del bene?
Spara, sguardi attoniti che incontrano la loro carnefice pallottola
e lì, la vita lascia l’iride gaudente dei colori di primavera:
c’è del bene?
Morte e vita a duello su un letto di ospedale…
ed un bimbo perde l’amato volto di chi lo sollevava roteandolo in aria, baciandogli la fronte:
c’è del bene?
Là, una madre sente germinare in sé una nuova vita, speranza di un essere migliore
c’è ancora amore:
e c’è del bene.
lunedì 30 aprile 2007

mercoledì 4 aprile 2007
giovedì 22 febbraio 2007
ho dato un'occhiata alla nostra nuova amica di Chieti.
domani vi racconto una storia su Chieti.
Forse.... meglio di no!
a presto con altre foto.
intanto leggetevi questa e gradirei un commento:
Eccolo! Viene danzando sui cirri bianchi, forieri di bel tempo.
Guarda..! Salta, ride, suona il suo ….. non saprei dire cosa è.
Non comprendo, ma, forse, nessuno può farlo.
D’improvviso l’orizzonte si chiude come venisse meno e sento… e sento…
oh, se solo sentiste anche voi.
Anche voi, che piangete una vita non vissuta, voi, che ridete per un figlio appena nato e voi, indifferenti oltre il vostro ombelico.
Magicamente, dolcemente, soavemente, come un pianoforte che scivola sulla schiuma dell’onda e suona musiche di altri luoghi, altri mondi: si apre!
Si apre il sipario dell’orizzonte!!!
E lui è lì, estatico che guarda il capolavoro.
Sette colori che si compenetrano, che sembrano facciano l’amore in un tripudio di gioia.
Quanto a me, non rimane che aprire la bocca, afona ormai di ebbrezza ed unirmi a quell’amore.
Al tramonto, i colori dopo un orgasmo si dissolvono e nasce la notte.
Lui parte verso quell’orizzonte; lo chiamo, non sente, dispare ed in quel punto, ove l’occhio indugia, attaccata a quel grande sipario scuro nasce lei: la prima stella.
Da milioni di anni, lei, nasce così, da un coito estatico, ed una volta lassù piange di gioia per la vita ritrovata e da quelle lacrime, miracolosamente, prendono vita loro: sue sorelle splendenti che le fanno da corona come tante pietre preziose in testa ad una regina.
Stella, polare.
ho dato un'occhiata alla nostra nuova amica di Chieti.
domani vi racconto una storia su Chieti.
Forse.... meglio di no!
a presto con altre foto.
intanto leggetevi questa e gradirei un commento:
Eccolo! Viene danzando sui cirri bianchi, forieri di bel tempo.
Guarda..! Salta, ride, suona il suo ….. non saprei dire cosa è.
Non comprendo, ma, forse, nessuno può farlo.
D’improvviso l’orizzonte si chiude come venisse meno e sento… e sento…
oh, se solo sentiste anche voi.
Anche voi, che piangete una vita non vissuta, voi, che ridete per un figlio appena nato e voi, indifferenti oltre il vostro ombelico.
Magicamente, dolcemente, soavemente, come un pianoforte che scivola sulla schiuma dell’onda e suona musiche di altri luoghi, altri mondi: si apre!
Si apre il sipario dell’orizzonte!!!
E lui è lì, estatico che guarda il capolavoro.
Sette colori che si compenetrano, che sembrano facciano l’amore in un tripudio di gioia.
Quanto a me, non rimane che aprire la bocca, afona ormai di ebbrezza ed unirmi a quell’amore.
Al tramonto, i colori dopo un orgasmo si dissolvono e nasce la notte.
Lui parte verso quell’orizzonte; lo chiamo, non sente, dispare ed in quel punto, ove l’occhio indugia, attaccata a quel grande sipario scuro nasce lei: la prima stella.
Da milioni di anni, lei, nasce così, da un coito estatico, ed una volta lassù piange di gioia per la vita ritrovata e da quelle lacrime, miracolosamente, prendono vita loro: sue sorelle splendenti che le fanno da corona come tante pietre preziose in testa ad una regina.
Stella, polare.
venerdì 8 dicembre 2006

mercoledì 6 dicembre 2006

martedì 5 dicembre 2006

ecco la parte fichissima della mia famiglia. ma... che cavolo de occhiali che m'hanno dato: me paro l'cieco de sorrento.
domenica mio fratello e mio cugino sono venuti a trovarmi ed è stata una giornata proprio bella. come si vede la parte anomala della famiglia sta in bella evidenza al centro della foto a cui fa da sfondo il chiostro del nostro miticissimo convento. e... insieme a loro guardate chi casualmente si trovava nei paraggi! è proprio vero, che la nostra vita senza le sorelle non sarebbe la stessa.
beh... come diceva la pecora prima de esse magnata, ora ci salutiamo perchè il dovere mi attende e cioè la cucina. stasera i cari fratelli frati e i fratelli poveri faranno salti di gioia. bye. luca
lunedì 4 dicembre 2006
martedì 28 novembre 2006

mercoledì 22 novembre 2006

ecco, oggi festeggio S.Cecilia, la protettrice dei musici e della musica in genere mostrando a voi e ricordando a me le mie origini musicali.
questa foto, come qualcuno potrà osservare è stata fatta in occasione di un nostro concerto alla basilica superiore ad Assisi. bei tempi, quanto ero giovane! lì, in quel gruppo ho imparato i primi rudimenti di musica e ho suonato per più di 15 anni il clarinetto: fichissimo. la musica che facevo era una sorta di barocco rivisitato in chiave molto più moderna e sicuramente avevamo un impatto non indifferente.
oggi invece, dopo aver lasciato il clarinetto ed avendo relegato la mia Teresa ad un ruolo decisamente marginale rispetto a prima, festeggio con il coro di cui sotto.
a tutti voi che leggerete e anche a coloro che non vorranno passare notti insonni guardando questo blog... auguro di avere sempre la musica nel cuore e nell'anima. vi auguro che tutta la vostra vita diventi una sinfonia. alle volte il suono ci pervade e ci supera e diventiamo semplicemente spettatori della magnifica magia di cui siamo veicolo, in quel momento abbiamo al consapevolezza che noi non siamo il mondo intero ma che possiamo contenerlo in attimi che diventano eterni, che rendono la nostra vita unificata, in cui pensiero e corpo cantano all'unisono o all'unisono assistono alla festa della vita che si svolge in noi. ma non vi è mai capitato di sentirvi liberi, o persone nuove, migliori dopo aver cantato, suonato, o semplicemente ascoltato un brano di musica? pensate alla vostra musica migliore e a come vi sentite mentre e dopo che l'ascoltate: così auguro a tutti voi che sia sempre la vostra esistenza.
lunedì 20 novembre 2006
domenica 19 novembre 2006
come vedete, lo stacco
tra il gruppo di prima e quello di adesso è notevole. è il caso di dire che la nostra musica vi manda in cielo: ma non all'altro mondo!!! che cosa avevate capito eh?
beh, è vero vi avevo detto che vi avrei illustrato la mia giornata tipo, ma oggi non è il tipo di giornata dove parlare di cose più o meno serie: guardate l'immagine e fate i vostri commenti.
non me ne voglia silvia, ma sta foto è troppo ganza.
appena mi arrivano avrete altre chicche della mia vita passata...
oggi andiamo con i frati alla professione solenne di due suore a cui facciamo tutti insieme gli auguri e stasera... musica dal vivo, rock dei Queen con Pierluca, uno dei nostri amici... è fantastic!
a presto.

venerdì 17 novembre 2006

giovedì 16 novembre 2006

Bello
Sei lì, chiusa, aspetti, chiedi la mia attenzione. Oggi vengo da te, ti guardo e finalmente mi decido a prenderti in braccio. Quando siamo insieme non conta il tempo, non conta l’ora. I minuti passano senza che nessuno dei due se ne accorga, in una danza, in una unione, anima e corpo che ci lega indissolubilmente. Ecco, finalmente, inizia lo spettacolo, tu obbedisci e fai ciò per cui da sempre sei creata. Una nota, un silenzio, un accordo e poi via, si parte, una giostra di scale, ritmi, emozioni che si susseguono. Finalmente…, dopo qualche minuto, le nostre anime divengono una. Mentre le dita scorrono sulle tue corde viene fuori, da me, ogni emozione. Ecco, passa il rancore, ed è bello, passa su di te il sole che ho provato due giorni prima in mezzo al campo, ed è bello, passa la solitudine, il riso ed il pianto, passo io e passa Dio, e tutto in un girotondo incalzante di note, di essere, che si dipana sulla tastiera, in un gioco di tocchi, anche minimi che danno vita a quell’attimo. E’ bello.
E’ bello il fiore che compare sulla prima corda, è bello l’amico, il cui volto compare sulla seconda, e così via. Poi, dopo un po’, il tutto si attenua…, parte la voce, e sale, sale, fino ad un culmine in cui io sono l’universo intero ed esso è in quell’attimo, ed un brivido percorre il mio essere profondo: lacrimo, sono vivo, ed è meraviglioso.
Poi, finito, ti lascio a meditare su ciò che è accaduto, sulle mie gioie ed i miei dolori, sui tuoi stati d’animo; e voglio bene a questa vita e a chi mi ha dato la possibilità di viverla: DIO.
Fr. Luca Di Pietro
02 marzo ’05


